Stefano Ottomano

Compositore e Percussionista

Poesie

Ancora un giorno

Passeggiando nei corridoi che portano al cuore, raccolgo il ricordo dei vostri occhi,

delle gesta e dei sorrisi nostri, su di un campo fertile di amore e conoscenza,

innaffiato dal sudore e dalla pazienza.

Ancora qualche giorno apro il mio armadio che profuma di carte e nostalgia,

sembra uno scrigno al cui interno si materializza sempre la stessa magia.

Ecco, suona l'orchestra dei vostri cuori,

perfetta nell'eseguire le immagini di quelle ore passate insieme tra sicurezze e timori,

incertezze e acquisizioni.

Il timbro della vostra gioia, difficilmente lascerà spazio ad altri suoni.

Stefano Ottomano
Contro ogni violenza sulle donne

Non è l'autunno che fa cadere le foglie ma ogni tuo schiaffo.

Ad ogni spinta, una stella si spegne.

Tieni pure per te questo cielo vuoto, io sono per la luce.

Il buio è dentro di te, non fuori.

Ad ogni tuo calcio, insulto, i fiori si spogliano dei petali e il tuo misero essere, solo come uno stelo in un campo di ruggine, avrá perso l'unica sua ragione di esistere.

Prendi pure un vecchio cartone e riponici dentro il sole e con la gomma della tua violenza cancella ogni alba, ogni tramonto.

Strangola la tua prepotenza e accoltella la tua ossessione.

La ragione di tutto e il senso della vita sono solo il suo rispetto.

Stefano Ottomano
Sogno

Ho sognato di arrivare al cielo aiutato dalle stelle che come un'altalena mi hanno cullato fino al punto più alto,

il punto che ti permette di acchiappare le nuvole e farne uno zucchero filato.

Lassù il vento profuma del tuo respiro, è il tuo respiro.

Ho sognato di accarezzare la punta degli alberi e abbracciare la luna,

solo dopo realizzavo di sfiorare i tuoi capelli,

e quella luce intensa erano i tuoi occhi.

Quando la terra non è più sotto le tue scarpe allora non stai sprofondando ma volando.

Rivoglio quel sogno, stare lì in alto e stringere il mondo,

erano le tue mani quel mondo, mi cullavano ...

le tue labbra come le ali tra le nuvole, sicure, mi conducono in spazi fino ad ora a me sconosciuti.

Stefano Ottomano
24 Agosto

Il tuo nido non ti ha protetto,

al contrario, ha oppresso i tuoi respiri, i tuoi giorni.

Le viuzze che un tempo profumavano di fiori appesi, di pane, di quotidiano,

ora emanano solo grida e terrore,

grigio e afflizione.

Il terremoto come un pittore ha pensato di servirsi di sole tre tinte

per dipingere e ritrarre la fine dei sorrisi vostri.

Sulla tela della vostra vita e

su quel cavalletto traballante,

prepotentemente ha gettato

il viola sporco dei lividi sui corpi,

il bianco dei calcinacci tra i capelli dorati di un creatura indifesa

e il nero accecante della notte,

dell'incertezza, della sconfitta, della rassegnazione.

Le lacrime hanno appannato la tua vista

ma presto scoprirai che in fondo alla tela,

un tenue fascio di giallo,

prenderà il sopravvento,

e come un fiume fluirà su quelle crepe,

riempiendole di nuova gioia, nuova vita.

Il giallo della solidarietà di chi è rimasto,

di chi da ore solleva lo strazio,

per seminare quel coraggio andato e dare spazio

a quel sorriso perduto.

Stefano Ottomano
Partorita vecchiaia

Scrissi questa poesia su un tovagliolo a mensa prima di andare a scuola. Di fronte a me una tenera vecchietta.

"Ma come, il mondo era il vostro

ora a stento riuscite a masticare

la gioia di un giorno, e poi,

gli sguardi dei passanti che come un mostro vi avvolgono,

una coperta di vetri rotti,

sotto un corpo costretto a sedersi su di una pelle grigia e due ruote che segnalano a dispetto le gambe andate, come le corse e le passeggiate.

Abbassa lo sguardo con la speranza che prima o poi quei visi curiosamente stupidi vengano distratti da altro, da altri.

Interminabili quei momenti luridi.

Non devi imbarazzarti, hai due occhi lucidi e la corteccia che racconta di venti subiti e abbracciati, come può andarti di traverso l' amore.

Respira, tranquilla non c'è fretta per te, per loro, noi si, sempre in affanno a sgomitare, correre così forte per andare dove poi non si sa, per arrivare primi ... non saprei.

Buon pranzo vecchietta."

Stefano Ottomano
Amico

Prova a disegnare l'orizzonte delle tue tormentate giornate e fai del tuo cuore una gomma per cancellare tutte quelle linee superflue, quelle brutte sbavature.

Prendi pure tutte le nuvole del cielo e con esse costruisci una barca, usa le stelle come remi e del tuo respiro fanne una bussola.

Le altre stelle mettile in un cassetto e nei momenti di buio tirale fuori, e il vento, stringilo forte in un pugno e quando le tende della tristezza calano velocemente sul sipario della tua anima, apri la mano e vedrai come è facile tirarle su.

Tu sai farlo, puoi farlo, devi farlo.

Stefano Ottomano
Chi arriva primo alla morte

Quanto affanno per arrivare prima a morire.

Non si sono mai viste sequoie sgomitare tra loro per appropriarsi di altre terre.

Ah ... se solo avessimo la pazienza e l'inteliggenza delle piante che senza precipitarsi in nessun dove, si arricchiscono di luce e vita.

Noi sempre a correre nervosamente alla conquista del buio.

Alla raccolta del buio siamo la specie ineguagliabile.

Quanto affanno per accaparrarci il nulla.

Persino i vermi sono coscenziosi e rispettosi, sanno di non poter fare a meno degli steli d'erba che come ponti conducono alla vita.

Nemmeno lo strisciare abbiamo appreso, forse mettere la faccia nel fango ci avrebbe dato la possibilitá di respirare il profumo del rispetto.

Che gara di merda!

Con la tristezza nell'animo cerco di convincermi ogni istante, che non siamo l'unica specie fuori posto su questa terra.

Forse domani faremo qualcosa per ricrederci e sdebitarci.

Sempre domani però, mai da ora.

Stefano Ottomano
Punti di vista

Il vento non ha il suo vento,

Il sole aspetta ogni dì

Ma nulla vede sorgere

Nè nascondersi dietro i monti.

Pensa al cielo, non puó alzare gli occhi a nessuno

E la luna, ogni notte aspetta invano di vedere la sua luna.

Solo le stelle vedono le stelle e io, ...

Io ho te.

Stefano Ottomano
Lacrime

Le lacrime non sono altro che gocce di cuore liberate dal fiume del tuo essere.

Il traboccare dei tuoi respiri oltre gli argini dei tuoi sogni,

i tuoi pensieri.

Stefano Ottomano
Primavera

Se solo si potesse coltivare buonsenso,

come le fresie ai primi caldi di primavera e fiorire sorrisi,

dando colore e delicatezza come da sempre le camelie nel giardino della nostra coscienza,

solo la primula del bene spunterebbe dalla terra nostra,

affogando così le radici del male.

Stefano Ottomano
13/11/2015

Armatevi pure di tutta la dinamite del mondo, delle lame più affilate e dei fucili più precisi inutili balordi.

Mai riuscirete ad annientare l'amore di due amanti, di una madre e di un padre per i suoi figli, l'amore tra amici o semplicemente il piacere di condividere un concerto, del buon teatro o una semplice passeggiata sotto i lampioni.

Noi ci ritroveremo sempre, in qualsiasi dimensione, a condividere la gioia, il rispetto e il buon senso, nutrendoci di amore, voi, ad ingoiare odio, male e violenza.

Il pasto di pallottole, sangue e stupidaggine lo lasciamo volentieri mangiare a voi, noi preferiamo un indigestione di abbracci, baci e carezze.

Dissetatevi pure con il nostro sangue, immergetevi pure quando sarà grande come un oceano, noi sorseggeremo sorrisi e bontà.

Buon appetito balordi.

Stefano Ottomano
Anima sto arrivando ... forse

Il viaggio più lungo é quello per arrivare a noi stessi.

Eppure é sotto il nostro naso.

Per preparare la valigia della vita non basta la vita stessa.

Ogni giorno scegli e riordini le cose da portare: camicie, mutande e lamette, biglietto comprato e posto riservato.

Sbarbato delle paure, coperto dagli amori, ci si ritrova sempre in altre destinazioni.

La distanza tra la mia penna e l'ultima stella dell'universo é piccola, breve e immediata come il brivido causato da un bagno d acqua gelata.

La distanza tra la materia nostra e l'anima forse é immisurabile.

Stefano Ottomano
Annegati due volte (per tutti gli immigrati annegati)

E' il mare dell'indifferenza che vi ha tolto il respiro,

il mare dei soldi sporchi e del malaffare,

il mare del male terreno.

Povero illuso e miserabile l'uomo,

da quando ha messo piede su questa terra ha sempre creduto

che il bene e il male siano figli di un'energia ultraterrena

e mai il frutto velenoso dell'albero umano.

Maledetto l'uomo di ogni forma e colore che da sempre è riuscito a cambiare la musica, la pittura, l'arte in generale,

ha costruito le piramidi, mezzi per volare, sculture, sinfonie, ma mai è riuscito a cambiare se stesso in meglio.

E' il mare cieco e sordo dell'avidità nostra

che vi ha risucchiato il cuore,

un cuore che piange lacrime salate.

Buona vita in questo paradiso infernale

miserabile di un uomo.

Stefano Ottomano
Come i giacinti

Comprendo solo oggi

che il sole ruba da sempre

la luce ai giacinti gialli di primavera,

anche della tua luce è diventato padrone.

Stefano Ottomano
Non fanno che riflettere

Guardo il cielo e poi ... un abbraccio

sei qui con me ... come un soffio ...

un tuo sussurro poi mi dice come stai

passo le ore a guardare i tuoi occhi non ridono

abbracciami, saprò darti conforto lo sai ... e intanto ...

guardi il cielo e poi ... un'intesa ... forse siamo noi ... a brillare.

Lo sai lassù le stelle non fanno che riflettere la nostra luce da qui

e di tutto il mondo, abbracciami come il sole e le nubi

s'incontrano il giorno e di notte ...

Le stelle si riuniscono in cerchio intorno al mondo

e guardano la vita che frenetica come ogni giorno

sicura della sua infinita forza, non teme, non muore ...

e poi che vuoi che sia il buio ... un soffio.

Stefano Ottomano
Il granello di sabbia

Penso al lungo travaglio del granellino di sabbia

che per giorni tenta invano di tracciare il solco della felicita'.

Quel solco puntualmente cancellato e spazzato via dalle piaghe del mare e

il vento che come una mamma lo prende per mano e cerca di accompagnarlo,

nulla può fare.

Il mare è piu forte del vento e il granello ne è consapevole.

Ah ... se solo ascoltasse lo spirare della sua anima,

il solco lungo e incisivo si formerebbe sulla sabbia,

un solco che cullerebbe il mare accogliendolo e abbracciandolo

per poter percorrere insieme la strada della felicità.

Stefano Ottomano
Un giorno

Un giorno il prato vide passare sul suo capo le nuvole della sua bellezza.

Ora lui non vuole altri cieli, ma soltanto poter riabbracciare le nuvole di ieri.

Stefano Ottomano
Domani

Può darsi anche che un domani

scopriremo di essere stati noi le stelle per le stelle, il mare il cielo per il cielo,

i fiori nuvole per le nuvole e gli alberi stelle cadenti per le stelle cadenti.

Di sicuro l'amore non sara' mai il male per niente e nessuno.

Stefano Ottomano
Immerso in una goccia

L’istante in cui il corpo avverte di essere bagnato da una singola goccia,

rappresenta la durata della felicita' nell’arco della nostra vita.

Deluso rimarra' chi aspetta mille gocce,

soddisfatto chi decidera' di immergersi in una sola.